La riproduzione nel chihuahua è un argomento che va affrontato molto seriamente. Purtroppo questa razza va soggetta statisticamente a problemi maggiori della media delle altre razze. La famiglia che, ad esempio, volesse far fare l'esperienza della nascita ai propri bambini sarebbe meglio si orientasse su razze meno complicate. Se ci si vuole comunque avventurare nell'impresa di mettere al mondo una cucciolata di chihuahua, è bene avvalersi della collaborazione di un serio e preparato allevatore e di un ottimo veterinario.

La scelta di avere una femmina da riproduzione deve essere fatta a monte. Nel momento in cui ci rivolgiamo ad un allevatore per l'acquisto del nostro cucciolo, dobbiamo già aver ben chiaro in mente se intendiamo in futuro farlo riprodurre o meno. Se abbiamo optato per un cucciolo da compagnia, non ci possono essere ripensamenti in futuro: un cucciolo da compagnia ha l'unica funzione di farci, appunto, compagnia, di essere il nostro amico fidato e amorevole, e non dovrà mai essere destinato alla riproduzione; questo perché anche l'allevatore più serio potrebbe venderci come cucciolo «da compagnia» un soggetto che già nei primi mesi di vita presenta difetti che lo rendono non idoneo alla riproduzione, e tali difetti sono stati magari generati da genitori che non presentano i medesimi difetti. Immaginiamo dunque cosa potrebbe accadere se cominciassimo ad allevare con soggetti che presentano tali difetti, oltre che nel genotipo, anche nel fenotipo: quel soggetto riprodurrà una percentuale di cuccioli con il medesimo difetto ed un'altra percentuale apparentemente senza quel difetto, ma che ne è inevitabilmente portatrice! Si vanificherebbero in questo modo gli sforzi degli allevatori che cercano di eliminare tutti i possibili difetti presenti nella razza.

Quindi, se abbiamo acquistato un cucciolo da compagnia, ci siamo automaticamente presi l'impegno con chi ce l'ha ceduto di non farlo mai riprodurre.

Se invece siamo coraggiosi e abbiamo acquistato un cucciolo promettente, quando avrà terminato lo sviluppo, sarà bene farlo valutare dall'allevatore stesso e possibilmente anche da un giudice in una manifestazione cinofila ufficiale dell'ENCI. Se il nostro chihuahua avrà mantenuto le promesse e verrà giudicato un soggetto Eccellente, sarà ora di rivolgersi ad un buon veterinario per effettuare i doverosi controlli.

Prima di tutto faremo effettuare una visita generale che escluda delle patologie visibili, poi effettueremo il test per la displasia della rotula (patella). Questo test è di primaria importanza perché questa patologia è purtroppo abbastanza diffusa nel chihuahua. Se siamo stati fortunati, il nostro soggetto sarà esente, con un risultato di 0/0. I numeri indicano il grado di displasia per ciascun ginocchio. Se siamo meno fortunati e il nostro amico presenterà alcuni gradi di displasia, dovremo attentamente valutarne l'entità. La displasia si cataloga in quattro gradi, a seconda della gravità. Con lo 0 si identifica un soggetto che non presenta alcuna displasia; con il 4 un soggetto che ha una displasia grave; le numerazioni intermedie corrispondo ai gradi di displasia intermedi tra l'esente e il grave. Si tende a far riprodurre soggetti che presentano displasia di 0/1 o 1/1 o 0/2; una buona regola è che la somma della displasia di entrambi i riproduttori non superi i 2 gradi. Ciò vuoi dire che un soggetto 1/1 o 0/2 dovrebbe essere sempre accoppiato con un partner 1/0, in questo modo la somma dei gradi di displasia di entrambi non eccede il 2. Personalmente non amo molto gli accoppiamenti 0/1 + 0/1, anche se il risultato è sempre 2; ritengo infatti che un soggetto affetto da displasia, anche se lieve, dovrebbe sempre essere accoppiato con un soggetto esente.

Dopo il test per la displasia sarebbe opportuno far controllare anche gli occhi. Anche se meno rara come patologia rispetto alla displasia, la PRA (atrofia progressiva della retina) è presente in questa razza e per sicurezza tutti i riproduttori andrebbero testati. Per questo tipo di controllo sarà bene rivolgersi ad un veterinario oculista. La PRA, purtroppo, può presentarsi anche in età avanzata, per questo motivo sarebbe opportuno effettuare più di un controllo nell'arco della vita di un riproduttore.

Se il nostro amico ha superato tutti i test, possiamo iniziare la ricerca del partner. Non sempre potremo trovarlo dall'allevatore da CUI abbiamo acquistato il nostro chihuahua, questo perché l'allevatore potrebbe non disporre di un partner adatto, per motivi di consanguineità o di morfologia. Infatti, per quanto bello e adatto alla riproduzione, il nostro chihuahua difficilmente sarà esente da piccoli difetti (più che difetti, potremo più esattamente definirli «caratteristiche migliorabili»). Se abbiamo bisogno, per esempio di migliorare un posteriore, sceglieremo un partner con un ottimo posteriore. La perfezione non esiste, per questo ci sarà sempre qualcosa da migliorare e dobbiamo fare del nostro meglio per effettuare il migliore degli accoppiamenti possibili, poi il resto dovremo lasciarlo alla lotteria della combinazione dei geni: non sempre due soggetti eccellenti riproducono cuccioli eccellenti! Per diventare un buon allevatore ci vuole anche un pizzico di fortuna, come abbiamo già vistosi

Abbiamo trovato il partner adatto, il migliore possibile tra quelli disponibili, perché bisogna fare anche i conti! con la distanza, la disponibilità di certi allevatori a mettere a disposizione, per esempio, i propri stalloni. Ci apprestiamo quindi a procedere con l'accoppiamento.

Generalmente, è meglio portare la femmina dal maschio, che si sentirà più a suo agio nel proprio territorio. Anche se potrà sembrarci inopportuno e artificiale, non possiamo lasciare che il maschio e la femmina si accoppino naturalmente da soli. Sarà infatti necessario che una persona tenga la femmina dalla testa e le spalle, in modo che non si possa rivoltare per mordere il maschio. Un maschio che è alla sua prima esperienza può subire un trauma da una femmina aggressiva e rifiutarsi di montare anche in futuro. Se un'altra persona capace può aiutare il maschio nell'accoppiamento, sarebbe l'ideale: non si corre il rischio che il maschio manchi il bersaglio! Se lo mancasse, non si potrebbe procedere ad un nuovo accoppiamento per almeno 12 ore, e questo potrebbe comportare dei problemi.

Se siamo stati bravi e i nostri chihuahua si sono accoppiati, ora rimarranno uniti anche per 30-40 minuti. In questa fase è bene continuare a trattenere la femmina e anche il maschio, così saremo sicuri che noni si strattonino e non si facciano male. Nel chihuahua, spesso il maschio non riesce ad inserire i cosiddetti nodi in vagina: i nodi sono posti nella parte finale del pene e hanno la funzione di tenere fermamente agganciato il pene stesso alla vagina. Se non sono inseriti, il pene può fuoriuscire e vanificare l'effetto dell'accoppiamento; è, questo, un altro motivo per cui è bene tenere saldamente il maschio e la femmina durante l'accoppiamento.

E bene effettuare almeno due accoppiamenti a distanza di 48 ore.

Vista l'alta percentuale di cesareo nella razza, riteniamo sia più sicuro far effettuare dal veterinario il «dosaggio del progesterone». Il risultato ci aiuterà a capire quando la femmina sta ovulando e di conseguenza quale sarà il giorno giusto per un eventuale cesareo programmato. Il test sarà anche molto utile per definire il giorno-giusto per l'accoppiamento e quindi si avranno più possibilità di fecondazione. Sulla base della mia personale esperienza, hanno avuto successo accoppiamenti effettuati con valori di progesterone tra 12 e 40 nanogrammi. Ho avuto una femmina che ha partorito 5 cuccioli dopo un'unica monta effettuata con un valore di 64 nanogrammi! Ma tale valore non rientra nella media e non è da ritenersi indicativo.

Una diagnosi di gravidanza può essere effettuata mediante esame ecografico a partire dal 25° giorno di gravidanza. Si potrà in tale occasione avere anche un'idea del numero dei cuccioli, ma è bene sapere che c'è un certo margine di errore.

Nella prima fase della gravidanza potremo notare che la futura mamma sembra un po' triste e depressa, è spesso inappetente e tende a dormire di più. Si tratta tuttavia di reazioni soggettive, e il comportamento potrebbe anche rimanere del tutto inalterato.

Per le prime 5 settimane non cambieremo nulla nella routine della nostra futura mamma, mentre dalla 5° settimana sarà bene cominciare ad aumentare leggermente la razione di cibo, anche se personalmente non cambio il tipo di alimento fino ad una settimana prima del parto. Se la nostra mamma mangia un cibo secco di ottima qualità per adulti, lo cambieremo solo nel corso dell'ultima settimana di gestazione con un cibo adatto per madri in allattamento. Bisogna fare attenzione a non sovralimentate la gestante: i cuccioli potrebbero ingrassare troppo e complicare ulteriormente il parto. Teniamo presente che il rapporto madre-neonato è molto più elevato che nelle altre razze e per questo il parto nel chihuahua è mediamente molto più complicato. Di contro, non dovremo neppure affamare la futura mamma, in quanto i cuccioli attingeranno comunque alle riserve della madre e noi ci ritroveremo con una partoriente deperita che, se si verificasse la necessità di un cesareo, andrebbe incontro a rischi maggiori. Saper dosare il cibo in gravidanza è essenziale per limitare al minimo i rischi del parto.

E' fondamentale effettuare una radiografia dell'addome al 56°-58° giorno di gravidanza. La lastra va effettuata tenendo la gestante supina: in questo modo si avrà una visione ideale di tutti i cuccioli. La lastra ci mostrerà con esattezza il numero dei cuccioli; raramente si commettono errori perché il numero dei cuccioli nel chihuahua non è elevato e difficilmente essi si sovrappongono. La radiografia ci mostrerà la loro dimensione e posizione. Purtroppo, molto spesso i cuccioli hanno una presentazione podalica e ciò comporta un maggior rischio di mortalità durante il parto. Tutte queste informazioni ci aiuteranno a decidere se procedere con un parto naturale o con un cesareo programmato. Sarà bene ché il neofita si faccia consigliare in tal senso dal veterinario, ma anche da un allevatore competente.

 

 

Fonte: Il Chihuahua di Francesco Cochetti, Editoriale Olimpia